Imparare il cinese: la via dell’indolenza

 

imparare il cinese

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Ecco il mio piano per imparare il cinese rapidamente, dove rapidamente non significa che ho intenzione d’imparare il mandarino in due mesi, bensì che intendo focalizzarmi su strategie che mi permettano di dedicare solo un’ora al giorno alla studio del cinese.

L’idea è quella di riuscire entro un anno a:

  • Leggere un quotidiano.
  • Capire cosa succede in un talk show cinese.
  • Essere in grado di avere una conversazione a velocità normale in mandarino.

Quest’articolo è principalmente ispirato alla mia esperienza personale – il cinese è la sesta lingua che sto imparando – e a una teoria chiamata ripetizione spaziata (SRS, spaced repetition software in inglese).

Se stai appena iniziando con il cinese o studi mandarino da tempo ma non hai mai sentito parlare di SRS dovresti almeno finire di leggere questo post per sapere quello che ti stai perdendo : – )

Il mio piano per imparare il cinese

Impegno

Mi reputo una persona abbastanza indolente. Se però pago per la palestra poi ci vado tre volte a settimana. Così ho pensato di usare la stessa tattica con le lingue e ho comprato un corso di cinese (Rocket Chinese).

Napoleon Hill suggerisce qualcosa di simile su Pensa e arricchisci te stesso.

L’idea di base è che ci impegniamo a concludere solo i progetti per i quali abbiamo investito abbastanza risorse, indipendentemente dal fatto che si tratti di tempo, soldi o faccia.

Questa è la ragione per cui ho anche deciso di impegnarmi pubblicamente e di aggiornarvi con i miei progressi qui sul blog.

Immersione

Mi costringerò a guardare almeno due ore di televisione cinese a settimana (si spera un buon film), riempirò la memoria del mio iPod di musica cinese (fino adesso possiedo solo qualche album dei Fenghuang Chuanqi – vedi video qua sotto, – ma si accettano suggerimenti).

Inoltre tenterò di rispondere in cinese anche quando la gente tenta di passare all’inglese per la mia manifesta incapacità di comunicare in mandarino (escluso quando sono a lavoro, dove devo parlare inglese).

Contesto

Se dico “zucchero,” tu pensi “dolce.” Se invece dico “fuoco,” tu probabilmente penserai “fumo” o a un altro concetto che la tua mente associa al fuoco.

Il nostro cervello accede alle informazioni tramite connessioni. Questo significa che quando proviamo a memorizzare i caratteri cinesi uno per uno – anziché concentrarci su frasi di senso compiuto – stiamo rallentando il nostro processo d’apprendimento.

Non sto dicendo niente di nuovo, i bambini imparano a parlare tramite il “contesto.”

Nello studio del cinese questo concetto dovrebbe essere ancor più enfatizzato perché i caratteri cambiano significato a seconda del contesto in cui si trovano. Ecco un esempio: il carattere 小 significa “piccolo” mentre 心 significa “cuore.” Però quando vengono combinati formano la parola 小心, che significa “fare attenzione.”

Non si tratta di un’eccezione, questo è il modo in cui funziona il cinese: cambiando l’ordine degli addendi il prodotto cambia!

A questo punto dovrebbe risultare abbastanza ovvio che memorizzare i caratteri in maniera isolata non abbia molto senso. Eppure tanta gente s’intestardisce a studiare così. Non che lo trovi troppo strano, io per tanto tempo ho fatto lo stesso errore.

Memorizzare i 3,000 caratteri più comuni

Ho deciso di utilizzare Anki – un software a ripetizione spaziata (SRS) gratuito – sia per arricchire il mio vocabolario che per ripassare con una cadenza “intelligente,” quella appunto implementata da un algoritmo a ripetizione spaziata.

imparare il cineseLa schermata di Anki: a sinistra puoi vedere come si presenta una domanda sulla flashcard mentre a destra la risposta.

Per rispettare la regola del “contesto” utilizzerò un mazzo di flashcard chiamato Mastering Chinese Characters, composto da circa 14,000 frasi.

Smart.fm, la società che ha rilasciato il mazzo (lo puoi scaricare gratuitamente dalla base di dati di Anki), dichiara che il mazzo contiene il 98% dei caratteri utilizzati nei quotidiani. Il mazzo è composto quasi solo da frasi quindi conto di imparare questi benedetti 3,000 caratteri nel contesto che formano quando sono combinati con altri caratteri.

Valutazione dei risultati

Per raggiungere un obiettivo a lungo termine è di solito necessario porsi una serie di traguardi quantificabili a breve.

Il mio obiettivo settimanale è quello di memorizzare cinquanta flashcard (dal mazzo Mastering Chinese Characters), completare una lezione del mio corso di cinese, guardare un film e parlare il più possibile in cinese.

Mi do un mese di tempo per capire se questi “traguardi” vanno bene oppure se sia caso di modificarli.

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Cronaca della via dell’indolenza

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About Furio Fu

Furio Fu è uno scrittore impenitente nonché poliglotta sgrammaticato e fondatore di Sapore di Cina e Non Voglio Lavorare. Clicca qui per saperne di più.

Comments

  1. Es un buen plan, sobre todo porque vas a tener esa cabecita ocupada por unos meses! Interesante lo de Anki, gracias ;)

  2. andate cosi che spaccate!WOW

  3. In effetti ho domani l’esame di cinese di base e da settembre sono in Cina a studiare.. beccato! xD

  4. @Jacopo Haha you are funny : P

    Estratto dall’intervista:

    Furio:

    Quasi sempre, quando parlo di TED in Italia mi chiedono se si tratta di una marca di prosciutti o dell’ultimo film dei Vanzina. Cos’è TED?

    Marco:

    Se fosse una marca di prosciutti sarebbe un successone per gli italiani in Cina. In realtà, se posso azzardare, è qualcosa di più di un prosciutto. Ma è veramente difficile definire TED, ho sempre trovato più semplice dare il link e lasciare alle persone la libertà della scoperta

  5. fily1212 says:

    Sono di origini cinesi, ho 16 anni e conosco solo l’italiano.
    Mi sono iscritto a un corso ma appunto il difficile è memorizzare i caratteri.

  6. Ciao Furio, sono pienamente daccordo a meta’ con te… i caratteri a uno a uno servono a poco ….. ma nessuno a nessuno ancora meno….. mi piacerebbe fare due chiacchiere con te, se mi rispondi per mail mandami il tuo numero o il tuo skype ci sentiamo per una chiacchierata disconnettente, ciao

    • Ciao Giacomo,

      grazie per il commento.

      Sto partendo in Vietnam per un po’ di sano backpacking quindi nelle prossime settimane non penso avrò tempo di connettermi a Skype.

      Però ci possiamo risentire quando torno, a metà agosto.

      Per quanto riguarda il tuo commento (ma nessuno a nessuno ancora meno), penso tu ti riferisca al fatto che sia meglio studiare in maniera poco efficiente che non studiare del tutto. E sono d’accordo.

      Però perché continuare a studiare “carattere per carattere” quando ormai è assodato che un approccio top-down (cioè partendo da un contesto ben definito per poi arrivare ai singoli caratteri) funziona meglio?

  7. Ciao!
    Anch’io spesso mi definisco indolente come te… se conosco un po’ l’inglese devo solo ringraziare la mia professoressa del Liceo che cercava in tutti i modi di farmi bocciare… Iniziai l’estate in cui mi diede il debito (si usava così fino a qualche anno fa). Ero infuriata, così decisi di non studiare. Quell’estate non me la sarei rovinata per lei. Così, ci fu il caso che a luglio uscisse il sesto libro di Harry Potter, e che si dovesse aspettare fino a befana dell’anno successivo per la traduzione. Una mia amica mi aveva detto che conosceva un bambino di 10 anni che si era letto tutti i libri di HP in originale… “E che diamine – mi dissi – me lo leggo anch’io, se non altro così non posso dire di non aver fatto inglese quest’estate!” Spesi quasi 30 euro per quel libro, le prime 50 pagine le lessi in un mese, il resto in una settimana: avevo realizzato quanto fosse più bello in originale! In barba alla professoressa di inglese: lei non lo ammise mai apertamente, ma avevo un lessico superiore a quello dei miei compagni, anche perché nel frattempo sperimentai l’ascolto di film americani (in originale con sottotitoli) dai primi DVD che erano pervenuti in casa. Apprezzai tantissimo la recitazione delle star. Ovviamente la professoressa non mi ha mai dato la sufficienza, ma io leggo libri in originale e mi chiedo se lei sia veramente in grado di farlo! Poco dopo la maturità per esempio lessi Da Vinci Code, che in italiano non riuscivo proprio a mandar giù…
    Capisco le tue tribolazioni perché sono un po’ anche le mie. Spero solo di trovare un lavoro che mi permetta di andare all’estero come fai tu :-) Non ti arrendere con il cinese, perché penso che tu sia vicino al punto di svolta: se tieni duro vedrai che tra poco tempo capirai quanto sia semplice ed affascinante anche quest’ultima lingua con cui stai lottando.
    Good luck!!!

    • CIao Litz,

      grazie per il commento! Sì, leggere libri in lingua originale è uno dei modi migliori per perfezionare una lingua straniera. Purtroppo se non hai abbastanza basi diventa un lavoro di traduzione tediosissimo.

      Ti spiego, se mi mettessi a leggere un libro in cinese adesso perderai ore per ogni pagina, quindi penso che dovrò aspettare ancora un po’.

      Andare all’estero oggi giorno non è difficile, buona fortuna anche a te : )

  8. Ciao Furio,
    mi chiamo Giulia e studio cinese all’università da circa un anno: me ne sono innamorata a prima vista ma certi giorni proprio lo odio!
    Oggi era uno di quei giorni e grazie al tuo blog la giornata ha cambiato aspetto!
    Grazie per i consigli e tutte le risorse del web che hai elencato, davvero utili!
    Buona giornata

    • Sì, il cinese è così. Lo ami e lo odi, come una bella donna un po’ viziata.

      Grazie per il commento, mi fa piacere sapere di averti regalato un sorriso : )

      Continua a studiare e, ogni tanto, a scrivere su Sapore di Cina : P

  9. Ciao!! Ho trovato il tuo blog tramite “non voglio lavorare”, un sito in cui mi rispecchio perfettamente (specie da quando mi sono licenziata da un lavoro ‘vero’ in ufficio per rincorrere il mio sogno di fare un phd negli USA).
    E l’articolo e’ molto carino! Io ho studiato un po’ il Cinese in Italia ma credo che ora come ora sarei giusto capace di chiedere ad un pechinese se vuole un te, e lo farei sbagliando i toni…
    In bocca al lupo!!!!

    Giupy

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