
Non so se Nan Luo Gu Xiang sia davvero la strada più alla moda di Pechino o meno. Ma se lo dice Mao Zedong dev’essere vero!

Quello che so è che appena arrivo all’angolo tra Gu Lou Dong Da Jie e Nan Luo Gu Xiang Lu, i padroni dei risciò fanno a gara per attirare la mia attenzione (e quindi i miei soldi).
Per l’attenzione nessun problema. Tra loro e la mia Canon D600 è amore a prima vista. Il mio preferito è il brizzolato che guida un risciò rosso e arriva dal nord ovest della Cina. Come faccio a saperlo?
Primo, non somiglia esattamente a Yao Ming (vedi foto in alto). E poi continua a insultare i suoi compagni (?!) in una lingua che sa più di turco che di mandarino.
Abbandono i miei nuovi amici e inizio a camminare lungo l’acciottolato. Il primo negozio che noto fa mi dubitare della legge gravitazionale universale.
Mi spiego, gli appendini arrugginiti reggono il peso di così tante magliette che, sono sicuro, se starnutissi cadrebbero a sotterrarmi per il resto dei miei giorni…

C’è l’onnipresente Ernesto Guevara, Mao Zedong (ma lui in Cina ha il dono dell’ubiquità), la new entry Oba-Mao (cioè Barack Obama con l’uniforme dell’esercito di liberazione popolare), caratteri cinesi a caso come “爱” (che significa “love”), citazioni sagge come
“Il problema non sono i soldi, il problema è non avere soldi,”
e addirittura una t-shirt che inneggia alla rivoluziona e, allo stesso tempo, afferma:
“Party said it, we do it.” (Il partito lo ha detto, noi lo facciamo.)
Sorrido. Non solo per il Chinglish (con il mio inglese non posso permettermi di ridere di quello degli altri), ma soprattutto per l’ossimoro rappresentato dalla “rivoluzione obbediente”.
Poi mi accorgo di una maglietta che mi piace:
“I’m fucking busy.” (Sono fottutamente occupato).
Non che sia realmente occupato. Però mi piace indossare parolacce.
Chiedo il prezzo:
“Nage duo shao qian?“
“Yi bai kuai,” cento RMB, risponde la commessa, una ragazza sbarazzina che indossa un paio di occhiali di cellulosa e lo stesso cappello di Oba-Mao.

“Farà quello che dice il partito?” mi chiedo mentre studio la mia prossima Bat-mossa:
“Oh zhe shi tai gui le! wu shi kuai ba?” Troppo caro, ti do cinquanta kuai.
“Bu tai gui, qi shi kuai!” Non è caro! Settanta.
“Hao ba, liu shi kuai le.” Ok, la compro per sessanta.
Ed eccomi qua, sessanta kuai in meno ma con una t-shirt proprio chic tra le mani.
Peccato non sia riuscito a intuire il “vero” significato della frase “sono fottutamente occupato.”
Lo scoprirò solo tre settimane più tardi quando la mia ragazza noterà la scritta sul lato posteriore della maglietta e me la tradurrà con un sorriso così sulle labbra:
“Colui che sta con una ragazza e non la sposa al più presto è un gran asshole.”
Oh shit!

Più che la strada più alla moda di Pechino, Nan Luo Gu Xiang mi sembra un casino bestiale dove s’incontrano bancarelle di cianfrusaglie, cibo di strada, artigianato locale, un esercito di turisti e qualche fotografo di moda che si diverte a immortalare tre giovinastri utilizzando come sfondo un cartello del traffico arrugginito.
Ti stai chiedendo se sono innamorato della ragazza al centro della foto? Ebbene sì, lo sono. Forse perché mi ricorda Olivia Newton Jones, quella di Grease.
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