Quest’articolo recensisce i miei film cinesi preferiti.
Ocean Heaven (海洋天堂, Hǎiyáng Tiāntáng)
Ocean Heaven è una commedia drammatica del 2010 diretta da Xue Xiaolu.
Sam Wong è un malato terminale e sa che morirà presto. Anche se si è già rassegnato, è preoccupato per suo figlio Dafu, un ragazzo autistico di 21 anni. Sam lavora in un acquario e, da quando sua moglie è morta quattordici anni prima, si occupa da solo di suo figlio.
La paura più grande di Sam è che, una volta che lui non ci sarà più, Dafu non riesca a sopravvivere. Quindi passa giorno e notte a tentare di insegnargli le incombenze della vita quotidiana in modo che suo figlio riesca a diventare indipendente.
Una parte importante della storia è dedicata a mostrare l’aiuto che Sam e Dafu ricevono dalla loro comunità. In Cina non c’è lo stato sociale che abbiamo in Europa e le persone hanno imparato ad aiutarsi tra di loro.
Questo è uno dei pochi film in cinese che sono riuscito a capire anche senza l’aiuto dei sottotitoli in inglese. Il motivo è che la comunicazione è più incentrata sul linguaggio corporeo e le espressioni facciali piuttosto che sul dialogo.
Anche se si tratta di una storia triste, Ocean Heaven ci regala un finale pieno d’ottimismo e di speranza per il futuro. Ma per scoprirlo dovrai guardare il film ; )
La storia di Qiu Ju (秋菊打官司, Qiū Jú dǎ guān sī)
La storia di Qiu Ju, un film cinese del 1992 diretto da Zhang Yimou, è tratto dal romanzo La moglie di Wan va in tribunale di Chen Yuanbin. Il film narra di come Qiu Ju, una contadina interpretata dalla bella Gong Li, si sposti dalla campagna alla città per ottenere giustizia dopo che suo marito si è beccato un calcio negli zebedei dal capo del villaggio, il quale non ne vuole sapere di scusarsi. Non ottenendo alcun risultato Qiu Ju, che tra l’altro è incinta, decide di recarsi sino a Pechino, inoltrandosi nei meandri della burocrazia più intricata del pianeta, quella della capitale cinese.
Ho amato Qiu Ju e la sua testardaggine sin dalla prima volta che ho visto il film. Ma è solo dopo essere sopravvissuto alla burocrazia cinese – almeno per ora – che ho apprezzato a pieno il suo coraggio. Da notare il lavoro tremendo del visagista per far apparire Gong Li come una semplice paesana!
Eat Drink Man Woman (饮食男女, Yǐn Shí Nán Nǚ)
Eat Drink Man Woman è un film Taiwanese del 1994 diretto da Ang Lee.
Master chef Chu è un vedovo che lavora al Grand Hotel di Taiwan e adora organizzare sontuosi banchetti domenicali per le sue tre figlie. Più il film va avanti più ci si rende conto che in effetti le figlie mal sopportano questa cerimonia, che giudicano troppo tradizionale.
Il film, come suggerito dal titolo, ruota attorno a due argomenti: cibo e sesso. Ang Lee ci mostra diverse scene di chef Chu occupato in cucina e, allo stesso tempo, ci racconta le storie delle tre ragazze. C’è Jia Ning, che intraprende diverse relazioni sentimentali sino a restare incinta; Jia Chen, una donna in carriera che ha una storia con un collega e aspira a diventare chef a sua volta; e Jia Jen, la primogenita, un’insegnante sessualmente repressa che si scopre attratta da un maestro di ginnastica appena arrivato nella sua scuola.
La parte di Eat Drink Man Woman che preferisco è la maniera in cui i caratteri dei protagonisti cambiano durante l’evolversi della storia, un po come succede in American Beauty, il film con Kevin Spacey.
Palazzo d’estate (颐和园, Yíhé Yuán)
Summer Palace, un film cinese del 2006 diretto da Lou Ye, racconta le vicende di Hao Lei che lascia la sua cittadina di provincia per andare a studiare all’Università di “Beiqing” (nome fittizio che ricorda sia Beida che Tsinghua, le due università più importanti della Cina).
La storia si dirama tra amori burrascosi, amicizie interrotte e amanti irrilevanti mentre sullo sfondo impazza la rivolta di Piazza Tian An Men.
Consiglio il film soprattutto a chi vuole saperne di più sulla vita studentesca cinese e a chi, come me, l’ha vissuta ma non ha mai avuto la possibilità di accedere ai dormitori femminili, interdetti ai maschietti.
Il governo ha deciso di censurare Summer Palace e di inibire per cinque anni Lou Ye dalla regia cinematografica con il presupposto di aver presentato il film a Cannes senza approvazione. La causa reale è probabilmente da ricercare nelle scene di sesso esplicite – almeno secondo gli standard cinesi – e nei toni politici, che a dire il vero restano sempre sullo sfondo.
Lanterne Rosse (大红灯笼高高挂, Dà hóng dēnglóng gāogāo guà)

Lanterne rosse, un film cinese del 1991 diretto da Zhang Yimou, è tratto dal romanzo Mogli e Concubine di Su Tong. La storia è ambientata qualche anno prima della guerra civile cinese che scoppierà nel 1927.
La diciannovenne Songlian, interpretata da Gong Li, è costretta a sposarsi con il ricco Chen Zuoqian a causa della morte del padre che ha ridotto la famiglia in bancarotta. Diventa così la quarta moglie (o meglio concubina, 四太太, sì tàitai) del signore.
Arrivata a palazzo, Songlian viene accolta come una regina. Ma scoprirà presto che non tutte le concubine ricevono lo stesso trattamento: solo quella con cui il padrone ha deciso di passare la notte…
Lanterne Rosse è un film duro, cattivo, che descrive la lotta tra le concubine per accattivarsi i favori del padrone tra falsi sorrisi, gravidanze immaginarie, tradimenti continui e punizioni esacerbate.
C’è chi vede in Lanterne Rosse una critica alla moderna società cinese. Non sono sicuro se sia vero o no, quello che è certo è che avere una “seconda moglie” (二奶, èrnăi) è una pratica ancora abbastanza diffusa tra i ricchi cinesi (vedi il mio articolo dedicato alla prostituzione in Cina per i dettagli).
The Flowers of War (金陵十三钗, Jīnlíng shísān chāi)
The Flowers of War, un film cinese del 2011 diretto da Zhang Yimou, è tratto dal romanzo I tredici fiori di Nanjing di Geling Yan.
Il film racconta la storia di un gruppo di prostitute che si rifugiano in un convento per sfuggire dalle truppe giapponesi durante “lo stupro di Nanjing.” La convivenza con le bambine rinchiuse nel convento si rivela più difficile del previsto mentre il protagonista maschile, un americano anch’egli rifugiato nel convento, sembra contento dalla sorpresa.
Ho deciso di guardare The Flowers of War dopo una campagna pubblicitaria così estesa e capillare da risultare quasi scandalosa. Inoltre mi ha incuriosito la storia – forse montata ad arte – che ha preceduto l’arrivo del film. Sembra che Zhang Yimou abbia selezionato quindici ragazze comuni e le abbia “rinchiuse” assieme per un mese in modo che stabilissero il feeling necessario per atteggiarsi a “compagne di bordello”: sono loro “i fiori della guerra.”
Dopo aver visto The Flowers of War, devo dire che la tattica ha avuto successo.
Se proprio devo fare una critica, non si capisce perché il protagonista maschile debba essere un americano. Sarà che il regista stesse mirando a esportare il film? A Zhang Yimou comunque si perdona questo ed altro!
In the Mood for Love (花樣年華, Fa yeung nin wa (cantonese))
In the Mood for Fove, un film del 2000 diretto da Wong Kar-wai, è ambientato a Hong Kong nel 1962. Chow Mo-wan, giornalista, abita nello stesso palazzo di Su Li-zhen, segretaria. I due sono sposati con una donna e un uomo in carriera, rispettivamente, che sono sempre a lavoro. Di conseguenza passano la maggior parte del tempo da soli. Il regista ci trasmette la tristezza dei protagonisti inquadrandoli spesso mentre mangiano in solitudine.
Con il tempo i due stringono amicizia e arrivano presto alla conclusione che i loro rispettivi consorti sono diventati amanti. Iniziano così a fantasticare su come la loro storia d’amore abbia avuto inizio…
In the Mood for Love è uno di quei film dove non succede quasi niente ma che, complici le musiche, gli scenari e le movenze da gatta della protagonista, ti rapisce, costringendoti a seguirlo sino alla fine e lasciandoti immancabilmente insoddisfatto.
Lussuria – Seduzione e Tradimento (色,戒, Sè, Jiè)
Lussuria – Seduzione e Tradimento, un thriller cinese del 2007 diretto da Ang Lee, è tratto dalla novella Lussuria di Ailing Zhang.
La storia si svolge durante l’occupazione dell’armata giapponese. Wong Chia Chi, timida studentessa di Shanghai, arriva ad Hong Kong nel 1938 per studiare all’università di Lingnan. Si troverà presto coinvolta in una cellula partigiana che decide di assassinare Mr. Yee, un agente speciale reclutato dal governo fantoccio messo in piedi dai giapponesi.
Chia Chi si trasforma quindi nella Signora Mai, moglie di un commerciante di Hong Kong, con l’intenzione d’insinuarsi nel circolo della moglie di Mr. Yee e sedurre quest’ultimo. Il piano fallisce quando Mr. Yee è richiamato a Shanghai.
Tre anni dopo, tornata anche lei a Shanghai, Chia Chi rincontra Mr. Yee…
Up the Yangtze (向上生长, Xiàngshàng Shēngzhǎng)
Up the Yangtze è un documentario del 2007 diretto da Yung Chang. Racconta la storia di Yu Shui, una sedicenne che lasciato la sua famiglia – che vive sulla sponda del Fiume Azzurro (Yangtze in inglese), – per lavorare su una crociera che ospita ricchi turisti occidentali.
L’altro protagonista della storia è Chen Bo Yu, un diciannovenne che arriva da una famiglia più benestante e che sta cercando di costruirsi una carriera come cantante nelle crociere (sì, come fece Silvio Berlusconi).
Attraverso la storia d Yu Shui e Chen Bo Yu, il documentario racconta la storia delle famiglie che hanno visto le loro terre e le loro case inondarsi durante la costruzione della Diga delle Tre Gole, essendo così costrette ad andare a vivere in una terra a loro estranea.
L’altro tema sociale trattato da Up the Yangtze riguarda la transizione, ancora in atto in Cina, da un’economia rurale al turismo di massa.
Addio mia Concubina (霸王别姬, Bàwáng Bié Jī)
Addio mia Concubina, un film cinese del 1993 diretto da Chen Kaige, tratto dall’omonimo romanzo di Lilian Lee è l’unico film cinese ad aver trionfato al Festival di Cannes.
Il film racconta la storia di Dieyi e Xiaolou, interpreti della tragedia “Addio mia Concubina” all’Opera di Pechino, sullo sfondo della storia cinese del ventesimo secolo – l’invasione dei giapponesi, la fine della seconda guerra mondiale e l’arrivo dei comunisti nel 1949.
Dieyi e Xiaolou s’incontrano da bambini e sperimentano, nel corso degli anni, una profonda amicizia e un tormentato amore omosessuale, finendo per tradirsi a vicenda quando, durante la rivoluzione culturale, l’Opera di Pechino viene messa al bando.
Quest’articolo è dedicato a Memole e Tia Leti che, nel corso degli anni, mi hanno trasmesso la loro passione per il cinema asiatico sino a farmene innamorare.
Credits per le locandine: Wikipedia.
Qual’è il tuo film cinese preferito?
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gracias
me pongo a buscar las que no vi.. igual, podés ir agregando pelis a medida que vas encontrando “perlitas” (y que sean 7a, 7b, 7c…)
Perché c’è qualche film della lista che non hai visto? : – O
Sì, l’idea è quella di continuare ad aggiungere film he he
p.s. l’altro giorno ho guardato Ocean Heaven in cinese con sottotitoli in complicatissimi caratteri tradizionali (in Cina usiamo quelli semplificati). Il film è talmente poco basato sulla comunicazione orale che si capisce tutto lo stesso (un po’ come Spring Summer Fall Winter Spring hehe)
Un mesetto fa per la movie night al Dada hanno proiettato Return to the 36th Chamber (1980), bella produzione di Hong Kong, molto leggero ma con molti aspetti interessanti (a me ha colpito soprattutto che si parlasse di sciopero dei lavoratori). Consiglio vivamente!
B
Non lo conosco, lo metterò in lista ; )